• monica patrizi

L’impatto della pandemia da COVID-19 sulla salute mentale

Updated: Jan 10

Il quadro delle ricerche in Italia e in Europa

Benché le ricerche sull’impatto della pandemia da covid 19 sulla salute mentale siano ancora in corso d'opera, i dati raccolti non sono incoraggianti: la domanda di interventi psicosociali aumenterà notevolmente nei prossimi mesi e anni.

In Italia, una ricerca condotta dal Centro di Riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute mentale dell’ISS su 2700 gemelli adulti e 878 famiglie con gemelli minorenni, ha rilevato che la quasi totalità del campione adulto si è informata costantemente sull’andamento della pandemia utilizzando diversi canali (TV, Radio e siti istituzionali). L’85% dei rispondenti o dei loro conviventi non ha avuto, durante il lockdown, sintomi ricollegabili a infezioni da SARS-CoV-2, mentre emerge un evidente impatto della pandemia sulla condizione di salute mentale, in termini di stress percepito e presenza di sintomi ansiosi e depressivi. Sono stati infatti osservati sintomi depressivi o da stress rispettivamente nell’11 e nel 14% del campione. I livelli di ansia invece sono risultati oltre il range di normalità nella metà circa dei soggetti esaminati; il 16% ha dormito peggio durante il periodo di lockdown; il 13% ha dichiarato di essersi sentito abbastanza spesso triste e l’11% di essersi sentito abbastanza spesso solo. Inoltre, la durata dell’esposizione al lockdown ha rappresentato un fattore predittivo significativo del rischio di presentare peggiori sintomi ansioso-depressivi.

Che tipo di disagio psichico è subentrato in questo periodo?

L'epidemia di Covid-19 ha provocato una serie di disturbi psicologici durante il lockdown nel 65% degli italiani. Lo evidenzia una ricerca condotta dall'Istituto Elma Research in Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna, Polonia su 1000 persone, per Angelini Pharma in occasione della Giornata mondiale della salute mentale del 10 ottobre. Tra i sintomi più frequenti: insonnia, difficoltà a dormire o risvegli notturni (19%), mancanza di energia o debolezza (16%), tristezza o voglia di piangere (15%), paure e timori eccessivi (14%), mancanza di interesse o piacere nel fare le cose (14%), panico e attacchi di ansia (10%). In Italia il 50% del campione ne ha sofferto per la prima volta, mentre il 33% ha avuto un peggioramento di sintomi già preesistenti.

A chi si sono rivolte le persone in difficoltà in questo periodo?

Secondo le ricerche condotte in questo periodo, la maggior parte delle persone hanno affrontato i sintomi parlandone con il proprio partner, i familiari e con gli amici, mentre solo una piccola minoranza si è decisa a ricorrere al consulto di un professionista, quale lo psicologo (11%), lo psichiatra (6%). Le persone hanno cercato informazioni soprattutto su internet (65%), tv (18%) e dal medico di medicina generale (18%).

Poche le persone che decidono di richiedere un sostegno psicologico in Italia: come mai?

Secondo un sondaggio dell’Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) il 70% degli italiani considera inutile andare dallo psicologo. Molti sono i pregiudizi legati alla figura dello psicologo: permane l’errata convinzione che parlarne con amici e familiari sia lo stesso, che bisogna farcela da soli, che dallo psicologo vadano i matti. Si prova vergogna nel rivolgersi a una figura specializzata per migliorarci e liberarci da pattern psicologici ed emotivi che spesso ci impediscono di trovare una nostra serena realizzazione. Dovrebbe sembrarci strano il contrario. Ma anche in questo periodo così difficile, sembra che il nostro Paese continui a ragionare al contrario.

Il sostegno psicologico on-line

La propensione a rivolgersi a uno psicologo sembra tuttavia aumentare con il crescere del titolo di studio: il 14,8% dei laureati contro il 7,4% dei diplomati alla scuola media superiore, e solo l’1,2% di coloro che hanno la licenza elementare. Verrebbe spontaneo pensare ad una questione meramente economica: eppure andare dallo psicologo non vuol dire per forza sborsare cifre esorbitanti a ogni seduta. Ci sono diverse alternative allo studio privato, come recarsi alla Asl, in ospedale o in un consultorio, ottenendo servizi di qualità alla portata di tutti. Molte le Associazioni e i professionisti che hanno deciso di proporre servizi di sostegno gratuiti o a prezzi agevolati, anche in modalità on-line, per venire incontro alle difficoltà economiche di questo periodo.

Quali sono i vantaggi di una consulenza psicologica on-line e come funziona?

La figura dello psicologo on-line sta sempre più crescendo in Italia e in tutto il mondo, anche grazie alla pandemia e alle possibilità che le video calling offrono. Se prima ci si rivolgeva a psicologi della propria zona o tramite il passa-parola, attualmente la ricerca dello psicologo che si adatti alle proprie esigenze passa sempre più attraverso la conoscenza indiretta, ovvero dalle indagini su internet attraverso i canali di ricerca dedicati e dai canali social. La maggior parte dei Professionisti del settore negli ultimi anni si è adattata proponendo questa alternativa al consueto incontro in studio. Lo strumento telematico non si discosta molto dall'intervento fatto di persona, soprattutto nella gestione di problematiche relative all'ansia o per il passaggio di alcune fasi del ciclo di vita, per affrontare problematiche personali, di coppia, relazionali. Un percorso di consulenza on-line presenta molti vantaggi come ad esempio la possibilità di scegliere tra un più vasto numero dei professionisti e servirsi così degli orientamenti terapeutici che si preferisce, ridurre i costi dovuti agli spostamenti e soprattutto i tempi ad essi connessi. Inoltre è possibile mantenere una maggiore continuità grazie alla maggiore facilità di organizzazione, soprattutto per chi lavora molto e deve magari gestire anche gli impegni extra scolastici di figli e famiglia allargata.

Come si svolge il consulto di psicologia on-line?

Le sedute on-line vengono tipicamente effettuate via Skype, tuttavia è possibile utilizzare anche strumenti differenti, come la videochiamata whatsapp, su Messanger o Zoom.

Le sedute durano un'ora, come quelle effettuate normalmente in studio ed il costo è il medesimo.

Prima della seduta on-line viene chiesto alla persona di compilare un modulo spedito tramite mail. Il modulo è quello tipico della privacy e del consenso informato. Compilato e inviato il modulo, viene richiesto il pagamento della seduta: il pagamento può essere compiuto via bonifico o tramite PayPal; a seconda del professionista questo può avvenire in maniera anticipata oppure a seduta terminata, proprio come avviene in studio. Al termine del primo incontro (che per alcune persone potrebbe essere l'unico in quanto assolutamente sufficiente rispetto al problema portato, come nel caso del metodo della Terapia a Seduta Singola), si può valutare se programmare una serie di sedute successive, definendo obiettivi e tempi.

Come funzionano le Terapie Brevi Strategico-sistemiche e il metodo della Terapia Singola?

E’ diffusa e radicata la convinzione che problemi e disagi che persistono da molto tempo, quali ad esempio depressione, fobie, panico, ossessioni, richiedano obbligatoriamente un trattamento terapeutico altrettanto lungo e sofferto. Non è sempre vero!

La Terapia Breve Strategica si differenzia da altri modelli terapeutici perché rappresenta un intervento breve e mirato per affrontare e risolvere le problematiche di tipo psicologico, utilizzando tecniche e tattiche molto efficaci ed efficienti. Si interviene infatti sul problema, su come esso funziona e sulla ricerca delle soluzioni, piuttosto che della ricerca delle cause dei problemi nel passato (che nessuno può cambiare). L’intervento strategico è in grado di produrre significativi miglioramenti già a partire dalle prime sedute, grazie all’utilizzo di tecniche sofisticate di conduzione del primo incontro (dialogo strategico) e all’utilizzo di compiti (“prescrizioni”) che il paziente dovrà mettere in pratica nell’intervallo tra le sedute.

La Terapia a Seduta Singola è una metodologia che permette, sia al terapeuta che alla persona, di trarre la massima efficacia da ogni singola e spesso unica seduta. Ogni incontro è considerato come completo in sé, con un inizio e una fine; in quello che può essere anche il primo e unico incontro, ci si concentra su ciò che è prioritario per la persona, sulle sue risorse, capacità, punti di forza e strategie di coping.

...se volete saperne di più, non esitate a contattarmi!



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