• monica patrizi

Sofia si veste sempre di nero: ritratto di donna

Dedico il secondo appuntamento del mio Ambulatorio Letterario, ad un autore capace di scrivere storie in cui ci si può identificare fino al midollo. Dietro l’apparente semplicità della sua scrittura, Paolo Cognetti riesce a scandagliare l'animo umano con un'intensità emotiva che non ha eguali.

Pubblicato nel 2012 con la casa editrice Minimum Fax, finalista al Premio Strega 2013, "Sofia si veste sempre di nero" è la sua terza prova narrativa, dopo "Manuale per ragazze di successo" e "Una cosa piccola che sta per esplodere".

Un romanzo di appena 205 pagine, poco più di 200 grammi di peso, "Sofia si veste sempre di nero" è un volume composto da dieci racconti autonomi, che narrano la storia della protagonista Sofia lungo il corso dei suoi trent’anni. A partire dall'infanzia all'interno di una famiglia borghese, apparentemente normale ma attraversata da latenti tensioni, all’adolescenza turbolenta, al momento della maturità e dei bilanci. Cognetti ci regala il ritratto di una donna inquieta, capace non solo di sopravvivere alle proprie nevrosi, ma anche in grado di cogliere attimi di luce, fino a trovare, seppur faticosamente, la propria strada. Eppure nel libro non troviamo solo il ritratto dell'inquieta protagonista, ma è lei che fa da collante a tutti i personaggi che le ruotano attorno, alle loro vite. È anche la storia di tutti quelli che, oggi poco più che quarantenni, hanno vissuto la stessa Italia e le stesse battaglie. Lo sfondo degli anni ‘70 con le fabbriche, le manifestazioni, riempie il racconto e riporta la narrazione alla realtà, rendendo verosimili luoghi, tempi e personaggi.

Un libro avvolgente come un bagno caldo, in cui poter immergersi in momenti di grande bellezza e di estremo dolore, di lacerante inquietudine e di riscatto, che riconosceremo aver vissuto anche sulla nostra stessa pelle. Questo romanzo è un incontro con noi stessi e con la convinzione che, in fondo, tra cadute e battute d’arresto, siamo capaci di salvarci.


Consigli terapeutici:


Indicato per:

- lettori inquieti e che sentono il bisogno di ritrovare pezzi di sé tra le righe;

- per chi ha bisogno di ricordare che dalle cadute ci si può rialzare;

- per tutte le persone che, almeno una volta nella vita, hanno pensato di non farcela e di non essere all'altezza.


Aiuta a combattere:

- malumore, delusioni, senso di oppressione, paura di non essere capiti, giornate amare.


Strategie funzionali dei protagonisti di "Sofia si veste sempre di nero" :


- imparare dai propri errori;

- darsi del tempo per capire chi si è veramente e cosa fare della propria esistenza;

- restare in contatto con le proprie emozioni e le proprie ferite;

- scoprire la bellezza in attimi di rara felicità;

- un bagno caldo non fa miracoli, ma aiuta.




E voi, lo avete letto?



32 views0 comments