• monica patrizi

Terapia a seduta singola: funziona davvero?!

Updated: Jan 10

Spesso le persone mi chiedono: "Ma funziona davvero? Davvero davvero basta una singola seduta?!?"

A tale domanda in genere io rispondo: "Dipende". Come si fa a decidere infatti a priori quanto può durare una terapia o una consulenza psicologica, senza conoscere la situazione, il problema, ciò che è stato fatto finora, le persone coinvolte, la motivazione al cambiamento, tutti fattori che potrebbero cambiare il corso delle cose?

Da quando ho iniziato tuttavia ad utilizzare la Terapia a Seduta Singola nella mia pratica clinica, se il paziente non mi rivolge ancora questa domanda, sono io stessa che introduco l’argomento in prima seduta.

Questo è quello che (più o meno) dico al primo incontro, ancor prima di iniziare la seduta.

"Prima di cominciare vorrei spiegarle il mio modo di lavorare: premesso che la mia porta sarà sempre aperta e potrà contattarmi in qualsiasi momento, mi impegnerò affinché già da questa prima seduta lei possa iniziare un cambiamento. Alcune persone alla fine della prima seduta ritengono che sia sufficiente e utile e decidono di continuare da soli, altri ritengono di avere bisogno di più incontri perché ogni persona e ogni problema è diverso dagli altri. Per me vanno bene entrambe le cose e alla fine di questa seduta mi dirà se ha bisogno di un altro incontro, altrimenti ci risentiamo tra qualche settimana per sapere come sta andando”.

Nella mia esperienza clinica, alcune persone beneficiano di una singola seduta, mentre altre mi chiedono di programmare ulteriori incontri. Vanno bene sia l’una che l’altro, perché ci sono persone e persone, problemi e problemi. Sarà la persona a decidere se può essere sufficiente così: in alcuni casi un singolo incontro può bastare. In altri casi, invece, la persona potrebbe sentire la necessità di un percorso. “La cosa peggiore che possa accadere, talvolta aggiungo sorridendo, è che questo singolo incontro non sia l’unico”.


La Terapia a Seduta Singola è davvero efficace? E in quali contesti?


Moshe Talmon, Michael F. Hoyt e Robert Rosenbaum hanno avviato le ricerche sulla Terapia a Seduta Singola (Single Session Therapy), aprendo il campo a un approccio ormai studiato in tutto il mondo da oltre 30 anni. I primi studi hanno preso il via nel 1986 in California, presso il Kaiser Permanente, una delle più grandi organizzazioni sanitarie degli Stati Uniti. Lì vennero constatati quelli che si rivelarono essere 3 assunti di base:

  • 1 è il numero più frequente di sedute fatte in psicoterapia;

  • tra il 20 e il 50% delle persone sceglie di fare una sola seduta;

  • fino all’80% di esse riferisce di aver risolto il proprio problema o di stare meglio grazie a quell’unica seduta.

Questa e le successive ricerche hanno confermato quella che ormai è una realtà di fatto: una sola seduta può essere più che sufficiente in una grande quantità di casi. Infatti si va da semplici difficoltà a problemi invalidanti, fino a disturbi e psicopatologie conclamate, anche in casi urgenti o in contesti di emergenza, oltre che nei comuni contesti di intervento. E ciò è vero nel lavoro con il singolo, la coppia e la famiglia, a prescindere da età, sesso o livello culturale.


In che modo può essere utile la Terapia a Seduta Singola?

La Terapia a Seduta Singola permette di massimizzare l'efficacia e gli effetti di ogni singolo incontro, riducendo la durata complessiva delle terapie fatte di più sedute.

Inoltre:

  • Risponde a chi cerca un aiuto immediato, efficace e duraturo.

  • E’ più accessibile.

  • Usa una metodologia concreta e utilizzabile con un'ampia varietà di problemi e contesti, poiché orientata a usare le risorse della persona.

  • Può fornire risposte immediate e operative.

  • Può aiutarti a trovare ciò di cui hai bisogno.

  • Raggiunge chi in genere non chiede aiuto.

  • Può essere utile come consulenza al bisogno.

  • Riduce i costi.

  • Può essere un avvio per andare avanti da soli.

  • E' un'occasione per trovare comprensione, contenimento e sfogo.

  • Permette di tirare fuori le proprie risorse.

  • Aiuta a passare dal problema al desiderio di fare qualcosa.


Come funziona la Terapia a Seduta Singola nello specifico?


L’Italian Center for Single Session Therapy, con cui mi sono formata, ha messo a punto la pratica della TSS partendo da solide basi, adattando i modelli sviluppati in altri Paesi, come gli USA e l'Australia, al contesto italiano. L'intervento concepisce ogni incontro come completo in sé, con un inizio e una fine, in quanto si concentra solo su ciò che è prioritario per la persona; si procede un passo alla volta, seguendo le seguenti 5 fasi:

  • pre-trattamento: in questa fase raccoglierò qualche informazione per comprendere meglio e mettere a fuoco il motivo della tua richiesta; ti chiederò di firmare il modulo della privacy e il consenso informato;

  • fase iniziale: definiremo il problema in termini operativi e l’obiettivo che intendi raggiungere. Ci focalizzeremo su un unico, concreto obiettivo da raggiungere; ti aiuterò a focalizzare, definire e indentificare le tue priorità.

  • fase mediana: lavoreremo sulle tue risorse e sulle eccezioni al problema, i momenti in cui non si è manifestato o è stato affrontato con successo; indagherò cosa hai fatto fino ad ora per superare il problema, esploreremo e sperimenteremo soluzioni, valuteremo ancora una volta se siamo allineati e se stiamo andando nella direzione giusta per te.

  • fase finale: valuteremo se ci sono eventuali elementi tralasciati, ti prescriverò dei compiti, penseremo alla possibilità di ulteriori incontri, prenderemo accordi sul follow-up o sull’appuntamento successivo;

  • follow-up: a distanza di tempo (3 settimane circa), ti chiamerò per chiedere feedback e valutare la necessità di un altro appuntamento, lasciando sempre la possibilità di richiamarmi al bisogno se dovesse occorrerti.

Se pensi che questo modo di lavorare possa essere interessante e fare al caso tuo, se vuoi maggiori informazioni o provare ad affrontare un tuo problema con la TSS, contattami!

Bibliografia:

F. Cannistrà, F. Piccirilli. Terapia a seduta singola. Principi e pratiche. Giunti editore, 2018.


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